Decreto semplificazioni, per una Italia più digitale e con meno burocrazia

Decreto semplificazioni, per una Italia più digitale e con meno burocrazia

 
“Io” è un nome semplice, ma per certi versi rappresenta una rivoluzione. Si chiama così la app che diventerà il canale unico per accedere da smartphone a tutti i servizi pubblici. “Io” è una delle novità contenute nel Decreto Semplificazioni approvato ieri dalla Camera e rappresenta per certi versi in maniera perfetta quello che il governo ha in mente quando parliamo di “digitalizzazione” della Pubblica Amministrazione. Servizi accessibili a tutti attraverso carta di identità elettronica o identità digitale per una macchina amministrativa che sia più vicina alle esigenze del cittadino e in grado di rispondere in tempi certi alle richieste di noi tutti senza bisogno di compilare decine di volte gli stessi moduli o dare decine di volte gli stessi dati.
Anche questa è semplificazione, anche questo è il modo scelto per rimettere in moto la macchina statale e renderla più efficiente e competitiva per far fronte alle sfide della crisi economica causata dal pandemia. Guardando ad esempio a come rendere più facile la vita alle aziende alle prese con gli appalti pubblici e ai tempi biblici della Pa. Per questo nel Decreto Semplificazioni si è intervenuto per abbattere i vincoli burocratici che ad oggi tengono bloccate opere pubbliche per 150 miliardi nei prossimi quindici anni. E allora via libera a nuove regole per gli appalti e nuove procedure, senza tuttavia derogare in alcun modo agi obblighi di legalità e trasparenza. Perché mai come in questo momento, con i miliardi del Recovery Fund in arrivo, il Paese ha bisogno di investire in tempi rapidi e garantire che le opere necessarie per fare dell’Italia un paese più competitivo e moderno arrivino a compimento nei tempi previsti. E non come oggi quando servono mediamente 15 anni per realizzare le infrastrutture con costo superiore ai 100 milioni.
C’è ancora un lavoro lungo da fare per rimettere l’Italia sui binari che la condurranno fuori dalla crisi. Un lavoro che punti allo sviluppo e alla ripresa economica ma che sappia coniugare crescita e sostenibilità, che si basi su interventi immediatamente operativi ma sia in grado di pensare riforme con un orizzonte di lungo respiro. Con queste norme, sono convinto, andiamo nella direzione giusta. (Segue)
Roberto Traversi

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