Progetto Ospedali Galliera di Genova rischia di danneggiare sito monumentale

Progetto Ospedali Galliera di Genova rischia di danneggiare sito monumentale

Presentata interrogazione al MIBAC dalla collega portavoce della Commissione Cultura Alessandra Carbonara, a mia seconda firma, per esprimere preoccupazione sui lavori  di riqualificazione che verranno eseguiti nei padiglioni monumentali  dell’Ospedale Galliera di Genova e che prevederanno lo spostamento di reparti quali cucine, camere mortuari, mense, mgazzini e uffici in questi aree considerate momunenti storici.

Di seguito il testo completo dell’interrogazione.

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-03436
presentato da CARBONARO Alessandra
testo di Lunedì 29 luglio 2019, seduta n. 217
CARBONARO, TRAVERSI, RIZZONE, MASSIMO ENRICO BARONI e LEDA VOLPI. — Al
Ministro per i beni e le attività culturali. — Per sapere – premesso che:
l’Opera Pia Ospedaliera fondata dalla duchessa di Galliera nel 1877, sotto il nome di «Opera Pia De Ferrari Brignole Sale», è stata trasformata, ai sensi della legge 12 febbraio 1968, n. 132, in ente ospedaliero (ridenominato «Ospedali Galliera») con decreto del Presidente della Repubblica 26 settembre 1969, n. 392, riconosciuto ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 luglio 1995;
tale ente è un soggetto erogatore pubblico equiparato facente parte del sistema sanitario pubblico allargato per espressa previsione dell’articolo 2 della legge regionale della Liguria n. 41 del 2006; per volontà della fondatrice, recepita dall’articolo 9, comma 9, della legge n. 132 del 1968, «nulla è innovato in rapporto allo statuto ed alle tavole di fondazione», ma si specifica, significativamente: «per quanto riguarda la composizione del consiglio di amministrazione
dell’ospedale Galliera di Genova»; la fondatrice pose un vincolo di destinazione nelle tavole di fondazione dell’Opera Pia
BrignoleSale De Ferrari, poi recepite in regi decreti tuttora vigenti, che prevedono la destinazione dell’area «alla cura e all’accoglienza dei poveri infermi»; il complesso architettonico è oggi oggetto di un progetto di riqualificazione e ampliamento della struttura edificata diviso in diversi lotti; con specifico riferimento al secondo lotto di intervento, si segnala che l’E.O. Galliera, con il parere favorevole della Soprintendenza ai beni monumentali, intende destinare i padiglioni monumentali (B4, B5, B6, B7 e B8), oggi adibiti a degenze ospedaliere, a ultronee e ibride funzioni:
spogliatoi del personale, cucine, camere mortuarie, mense, magazzini, uffici amministrativi e altro; tali nuove destinazioni risultano incompatibili con la monumentalità del sito storico, che ne risulterebbe irreversibilmente danneggiato, violando, inoltre, il vincolo di destinazione d’uso; il sito prescelto per l’edificazione Nuovo Galliera presenta un elevato interesse archeologico in quanto, come emerge da ampia documentazione storica, nell’area sorgevano alcuni edifici storici tra cui conventi e fortilizi, tanto che da un solo scavo realizzato dalla Soprintendenza, senza neppure raggiungere le quote interessate dai livelli archeologici, sono stati raccolti reperti storici che indicano
chiaramente una frequentazione antropica a partire dall’età romana; si evidenzia, inoltre, che, così come richiesto in passato dalla Soprintendenza archeologica, sarebbe stato opportuno procedere a maggiori scavi e non, come poi ottenuto dall’ente Galliera, rimandare le verifiche alla fase di esecuzione dell’opera

CHIEDE:
– se il Ministro interrogato non intenda adottare le iniziative di competenza per procedere a un’ulteriore verifica di quanto segnalato in premessa ai fini di preservare il patrimonio artistico e archeologico dell’area in questione.

Roberto Traversi

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