Roberto Traversi (M5S): “L’inchiesta sull’ad di Autostrade è solo la conferma: Aspi inaffidabile, concessione da revocare”

L’intervista al sottosegretario Cinquestelle alle Infrastrutture

Emanuele Lauria

“La vicenda delle barriere antirumore? Al di là dell’avviso di garanzia all’ad di Aspi, dimostra una cosa sola: Autostrade non ne ha azzeccata una. Ecco perché per il Movimento è necessario non indugiare più sulla revoca della concessione”. Roberto Traversi è il sottosegretario ligure alle Infrastrutture. Da componente del governo spiega che “va atteso l’esito del tavolo tecnico con i rappresentanti della holding dei Benetton per capire se ci sono soluzioni diverse dalla revoca”. Da esponente dei 5S, e componente della comunità che più ha pagato il conto del crollo del Morandi in termine di vittime, non ha dubbi: “La gestione di Aspi si è già mostrata inaffidabile sotto tanti punti di vista. Bisogna cambiare”.

Il premier Conte ha detto che nei prossimi giorni si completerà la procedura di revoca. Siamo davvero al passo finale?
“Ieri c’è stato il tavolo tecnico nel quale è stato ascoltata la concessionaria. Il Mit ha proposto un ventaglio di soluzioni, non c’è ovviamente solo la revoca. La soluzione definitiva deve essere di assoluto vantaggio pubblico. Il premier ha chiesto che l’offerta fatta da Aspi sia migliorata. Vedremo. L’importante è chiudere al più presto”.

 


Crede ci siano ancora i margini per evitare la revoca?
“Per noi l’offerta dei Benetton è inaccettabile e restiamo per la revoca. Lo Stato, davanti a quello che è successo, deve fare lo Stato. Sappiamo che è una scelta delicata, che espone ad azioni giudiziarie,  che deve essere ponderata al massimo. Ma al momento non vediamo alternative”.

L’avviso di garanzia all’ad di Aspi per voi è un aggravante?
“L’avviso di garanzia a Tomasi è un elemento in più. Ma è la vicenda in sé ad essere emblematica: i Benetton, nella gestione dell’autostrada hanno guadagnato tantissimo e speso molto poco in lavori. Le uniche opere innovative dovevano essere queste barriere antirumore e invece si è scoperto che non erano a norma. Insomma, non ne hanno azzeccata una. Stiamo parlando di interlocutori non affidabili”.

Il suo collega di partito Cancelleri, viceministro alle Infrastrutture, ha indicato chiaramente il rischio di crisi.   
“Beh, che il rischio ci sia non ci piove. C’è chi è convinto che si possa trattare ancora con questo concessionario è invece è difficile. La situazione mi sembra chiara; noi siamo per la revoca, mi sembra che anche il Pd si stia orientando verso questo provvedimento. La bilancia ora pende verso tale soluzione. E’ solo Italia Viva a non volere la revoca”.

Quindi?
“Quindi si va in consiglio dei ministri e lì si vedrà chi chiede cosa, lì ogni forza politica si esprimerà. Rispetto le posizioni di tutti, ma mi sembra che Iv abbia un peso minoritario. In ogni caso è giusto a questo punto che i cittadini sappiano in modo ufficiale chi vuole lasciare la concessione alla società che si è dimostrata negligente in occasione della tragedia. Basta con le interviste sui giornali. E soprattutto basta con i ritardi. Non possiamo certo arrivare all’inaugurazione del nuovo ponte senza sapere a chi affidarlo” .

(10 luglio 2020)

Fonte: Repubblica.it

“Opere prioritarie del Mit, c’è il tunnel della Val Fontanabuona”

II sottosegretario Traversi: presto si potrà parlare di progetti e finanziamenti Intanto il caos autostradale fra crescere il traffico dei mezzi pesanti in vallata

Simone Rosellini

Potrebbe essere la volta buona, almeno in prospettiva. Il condizionale rimane d’obbligo, perché non si è ancora in presenza di un vero stanziamento di risorse, come del resto precisa anche lo stesso protagonista della giornata di ieri, il sottosegretario ai Trasporti, Roberto Traversi, chiavarese, che dice: «Ora viene la parte importante, bisognerà restare vigili e attenti perché quest’opera diventi realtà in tempi certi». Nel frattempo però il collegamento tra la Fontanabuona e la costa, lo svincolo che dovrebbe portare la valle in Al2, insomma quello che per tutti da decenni qui è “il tunnel della Fontanabuona”, sta per essere classificato tra le opere prioritarie del ministero di Infrastrutture e Trasporti. Per la precisione, infatti, Traversi ha annunciato «l’inserimento del progetto nella lista delle opere “prioritarie” redatta dal Mit che sarà inserita nell’Allegato Infrastrutture al Piano Nazionale di Riforme e collegata al decreto Semplificazioni. È l’inizio di un iter ovviamente prosegue Traversi ma rappresenta un punto di svolta. L’inserimento del tunnel nella lista delle opere prioritarie significa che presto si potrà davvero cominciare a parlare di progetti e di finanziamenti per la loro realizzazione. È un grande successo per il territorio e per un lavoro che abbiamo condotto in silenzio senza mai perdere di vista il bene dei cittadini della valle e dell’economia dei comuni fontanini». Era chiaro a tutti, nelle ultime settimane, quando saltò l’incontro convocato dai sindaci della valle al teatro di Monleone, che Traversi, come tutti i Cinque Stelle, non voleva seguire la richiesta dei primi cittadini: certezza di inserimento del progetto tra le opere risarcitone chieste alla Società Autostrade, in caso di mantenimento della concessione. Adesso che la sentenza della Corte Costituzionale sull’esclusione dalla ricostruzione del ponte di Genova dà fiato proprio alla posizione favorevole alla revoca della concessione, il sottosegretario grillino indica una strada “istituzionale” per la realizzazione del tunnel. Che, come noto, ha già un progetto definitivo ma “a canna unica” e quindi, quasi certamente, dovrà essere riprogettato a doppia carreggiata, con aggravio di costi rispetto ai 310 milioni (più o meno) già messi in conto. La notizia arriva proprio mentre la Fontanabuona in questi giorni è attraversata costantemente dai mezzi pesanti, presentandosi proprio come un bypass per la Al2 e per l’allacciamento con la A7, collegamento alternativo tra Chiavari e Busalla. Insomma, quello che potrebbe essere anche il tunnel, in maniera più veloce e senza disagi sulla viabilità ordinaria. Ancora cauto Gabriele Trossarello, portavoce del tavolo dei sindaci della Fontanabuona: «Siamo molto felici di questo annuncio. Attendiamo il sottosegretario Traversi in valle, perché ci spieghi esattamente cosa significhi, come potrà essere finanziato il progetto». Anche gli industriali hanno sempre chiesto questa opera, tanto che Massimiliano Sacco, a pochi giorni dalle elezioni dell’associazione, che lunedì chiuderanno la sua presidenza, dice: «In sette anni di mandato alla guida del gruppo Tigullio di Confindustria Genova il mio più grande rammarico è non essere riuscito a vedere la realizzazione del tunnel della val Fontanabuona».

Fonte: Il Secolo XIX Edizione Levante


 (10 luglio 2020) 
 

«Sì al tunnel fontanino: ma non va collegato alla partita concessioni»

Il sottosegretario alle Infrastrutture Traversi d’accordo sull’opera: dopo il nodo con Autostrade, tavolo per valutare costi e iter realizzativo

di Roberto Pettinaroli

«Il tunnel Fontanabuona-Rapallo? Un’opera necessaria. Ma non si può chiedere al governo di porre la questione ora, mentre il nodo concessioni autostradali sta per essere sciolto». Il sottosegretario chiavarese del Mit, il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, esce allo scoperto. E dice con estrema chiarezza ciò che pensa del progetto che da quasi trent’anni un’intera vallata reclama inutilmente. Non solo. Indica anche il percorso corretto che dev’essere seguito per incardinare l’opera su binari sicuri. Lo fa all’indomani dell’incontro (al quale lui non ha partecipato, per impegni pregressi) svoltosi a Cicagna tra sindaci fontanini e parlamentari liguri, per sollecitare l’inserimento del progetto tra le contropartite da chiedere ad Autostrade, in vista del possibile rinnovo della concessione».

Sottosegretario Traversi, ma lei è favorevole o no al tunnel? Il Movimento 5 Stelle è spesso indicato come “nemico” delle infrastrutture…

«Lo premetto: sono da sempre convinto della necessità di un potenziamento del collegamento stradale tra entroterra e costa. E trovo lodevole l’impegno dei sindaci fontanini e l’iniziativa della lettera inviata lo scorso primo giugno a Regione e Ministero. Non ce l’ho fatta a partecipare all’incontro di sabato. Ma cercherò di organizzare quanto prima un confronto con gli amministratori del territorio».

Tuttavia…

«Tuttavia, proprio in riferimento a quell’incontro, mi preme sottolineare che la partita della revoca delle concessioni autostradali è più che mai aperta. Proprio in questi giorni sono in corso tavoli ministeriali specifici in cui si sta diramando la controversia. Parlare adesso di opere risarcitorie da richiedere nell’ambito della trattativa per un eventuale rinnovo, a mio avviso, sarebbe un errore imperdonabile: perché, da una parte, indebolirebbe la posizione del governo e del Mit al tavolo con Aspi. E, dall’altra, sminuirebbe l’opera stessa».

Quindi, a suo giudizio, è sbagliato mettere in relazione le due partite. Ma in Fontanabuona si dice: o adesso, o mai più.

«Ripeto: cittadini e associazioni di categoria del territorio hanno ragione. Ed è fondamentale agire per garantire un rafforzamento dei collegamenti tra la valle e la viabilità autostradale. Ma è necessario attendere l’esito della controversia tra Mit e Autostrade per l’Italia prima di capire quale sia il modo più utile di procedere. Questo perché l’iter del tunnel è poco più che avviato dalla sola società Autostrade e il progetto non è arrivato alla fase esecutiva».

Si era persino detto che al Ministero il progetto fosse sparito…

«No, non è così. Nell’aprile 2011 fu siglato un protocollo d’intesa tra Regione Liguria e Autostrade per l’Italia. Venne firmato, tra gli altri, dall’allora ministro Altero Matte oli, dall’allora presidente ligure Claudio Burlando e dall’assessora regionale alle Infrastrutture, Raffaella Paita, oltre che dai vertici di Anas e Aspi. Successivamente, il concessionario si impegnò a farsi totalmente carico delle spese per la redazione del progetto definitivo, comprensivo di indagini e studio di impatto ambientale. Il progetto definitivo che prevede un costo finale dell’opera di 308 milioni di euro è stato inviato da Aspi al Ministero il 25 marzo 2015. Quindi c’è: ma si tratta di un semplice deposito, al quale nulla è più seguito, avendo la società ottemperato all’obbligazione presa».

In sostanza: il progetto è stato fatto, ma non ha avuto seguito. Né sono state allocate risorse per realizzarlo.

«Allo stato, ci sono una valutazione di fattibilità preventiva e un deposito definitivo. E solo con il progetto esecutivo si potrebbe verificare la conformità, che naturalmente potrebbe modificare la stima relativa all’importo dei lavori».

Ciò significa che non c’è da aspettarsi neppure che avvenga in futuro?

«Nelle prossime settimane, una volta chiarita la controversia relativa alla concessione fra Autostrade per l’Italia e Mit, sarà possibile procedere con il tavolo per verificare il progetto depositato, renderlo esecutivo, stimare l’esatto importo delle opere e valutare chi, eventualmente, dovrà farsene carico».

Pare di capire che le strade percorribili siano soltanto due: un impegno diretto da parte dello Stato. Oppure il ricorso al privato, sia esso un nuovo concessionario dopo l’eventuale revoca, o il titolare attuale della concessione, in caso di rinnovo.

«Le strade possono essere quelle. Se il Ministero valuterà, sulla base di opportuni approfondimenti, la strategicità dell’opera per il territorio della Fontanabuona e non solo, per la ricaduta che può avere sulle attività produttive e l’occupazione, potrà decidere di finanziarla con fondi diretti dello Stato. Diversamente, si potrà valutare l’opportunità di chiedere al concessionario di farsene carico. Ma prima, ripeto, è necessario sgomberare il campo dalla controversia in atto tra ministero delle Infrastrutture e Autostrade per l’Italia. Quando quella partita sarà finalmente chiusa, in un senso o nell’altro, l’impegno che mi sento di prendere è di attivare tutte le procedure per una valutazione seria e definitiva del progetto. E per decidere quale iter sia più idoneo scegliere per portarlo a compimento».

 

Fonte: Il Secolo XIX Edizione Levante 

(23 giugno 2020)

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«Dai porti il rilancio turistico»

Traversi visita Calata Ovest a Chiavari
Il sottosegretario ospite nella parte nuova dello scalo per conoscere la rete “Marinedi” e parlare delle strategie per risollevare la nautica

«Ogni scalo deve essere una porta verso l’entroterra e permettere lo sviluppo del turismo locale e il rilancio di un settore in forte crisi a causa della pandemia». Lo ha detto Roberto Traversi, parlamentare del Movimento cinque stelle e sottosegretario a Trasporti e Infrastrutture, durante la visite a “Marina di Chiavari – Calata Ovest”, nuovo porto cittadino. Traversi è partito dallo scalo della sua città per conoscere da vicino la rete internazionale Marinedi, al primo posto nella nautica da diporto. Accompagnato dall’amministratore dell’intero gruppo, Renato Marconi, e dall’amministratore delegato di Calata Ovest, Eugenio Michelino, Traversi ha percorso i moli e ragionato sulle strategie di rilancio del settore nautico. «Sono felice di aver iniziato dal porto di Chiavari la mia visita a questa rete internazionale di marine del Mediterraneo ha detto il sottosegretario Una realtà che punta alla realizzazione di un sistema portuale turistico orientato alla sicurezza della navigazione, ma, soprattutto, alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del territorio. L’obbiettivo, infatti, è quello di fare di ogni marina una porta verso l’entroterra, che permetta lo sviluppo del turismo locale e il rilancio di un settore in forte crisi a causa della pandemia. Per questo ritengo che si tratti di un progetto importare te e all’avanguardia che avrà ricadute positive su tutto il sistema portuale e turistico del Mare No strum». Soddisfatto del confronto anche Marconi. «Abbiamo accolto con grande piacere l’interesse del sottosegretario Traversi per la nostra iniziativa dice e l’attenzione che intende rivolgere allo sviluppo della medesima, in un’ottica sociale ed economica di grande utilità per il territorio e l’entroterra. L’onorevole ha dimostrato di apprezzare questo progetto di rete, partito dal Tirreno centrale e in via di espansione lungo tutte le coste italiane, valutandone l’ottica internazionale. Abbiamo, infatti, iniziative anche in Tunisia, Slovenia, Marocco e Spagna». Attualmente, gli approdi Marinedi operativi sono 14 e contano oltre 5.500 posti barca, ma l’obiettivo da raggiungere nel prossimo quinquennio è un’espansione che dovrebbe portare a 12 mila posti barca. Un traguardo che, se raggiunto, proietterà, Marinedi nella galassia della rete portuale turistica più importante a livello internazionale. Michelino, presente anche nei panni di vicepresidente nazionale di Assonat, l’Associazione nazionale approdi e porti turistici, si dice disponibile «a dialogare su tavoli istituzionali per dare sempre più linfa e forza al settore». «La nautica assicura è la porta di accesso di tutti i territori e solamente facendo sinergia possiamo rilanciare un comparto che ha subito un contraccolpo significativo dall’emergenza sanitaria». D. BAD. 

Fonte: Il Secolo XIX edizione Levante

(21 giugno 2020)

Il viadotto di Albiano crollato l’8 aprile 2020

Albiano Magra, i lavori per le rampe inizieranno fra due mesi

Il sottosegretario alle infrastrutture Roberto Traversi (M5S) sabato scorso ha chiamato l’Anas per dare l’inizio all’operazione

di Maria Nudi

Albiano Magra (Massa), 10 giugno 2020 – Il sottosegretario ai trasporti Roberto Traversi (M5S), ha tenuto a battesimo le rampe autostradali ad Albiano. E dopo aver parlato con Anas per far uscire dall’isolamento i residenti, spiega che i lavori partiranno a breve. ” Il ponte di Albiano – ha detto alla Nazione – non sarebbe dovuto crollare e quando, emergenza covid 19 permettendo, ho fatto il sopralluogo ad Albiano sono andato per scusarmi”.

Sabato il sottosegretario ha dato incarico agli uffici del ministero di predisporre gli atti per dare inizio alla realizzazione delle rampe per il collegamento di Albiano con l’autostrada A15 Parma La Spezia. Si tratta del primo atto concreto per far uscire i residenti della Vallata dall’isolamento a due mesi dal crollo del ponte, l’8 aprile.

La realizzazione delle rampe provvisorie è possibile grazie all’accordo che è stato trovato con Anas, che le realizzerà, e Salt . Le tempistiche per i lavori sono di circa due mesi.

“Ora che è effettiva la nomina a commissario del presidente delle Regione Toscana Enrico Rossi trasferiremo alla sua struttura tutto il lavoro svolto finora dagli uffici del ministero delle infrastrutture e trasporti in modo che la sua azione possa essere incisiva fin dal primo giorno”, ha spiegato Traversi che ha aggiunto: “All’inizio c’era la ipotesi di costruire un ponte provvisorio. Una ipotesi che non era gradita al sindaco Roberto Valettini e alla comunità. E’ stato importante dialogare con il territorio e capire le esigenze”. Traversi non ha infine escluso la possibilità di un suo ritorno ad Albiano per incontrare istituzioni e cittadini.

Plauso e soddisfazione per l’operato di Traversi è arrivato dal gruppo regionale dei Cinque Stelle: “Il sottosegretario alle infrastrutture ha dato incarico agli uffici del ministero di predisporre gli atti per dare avvio alla costruzione delle rampe provvisorie per il collegamento di Albiano Magra con l’autostrada A15 Parma-La Spezia. Esprimo soddisfazione per il lavoro del Governo nazionale in accordo con Anas e Salt, che conferma la grande attenzione nei verso il territorio della Lunigiana, di Albiano e di Aulla. Sono molto soddisfatto che in questi due mesi il territorio abbia avuto modo di esprimere le esigenze al Governo, sostenendo la necessità di un ponte nuovo e non provvisorio. Richieste confermate dal ministero che realizzerà due rampe provvisorie per garantire la continuità del territorio anche in vista della riapertura delle scuole a settembre”, è il commento di Giacomo Giannarelli presidente gruppo regionale Movimento 5 Stelle.

Fonte: La Nazione, edizione Massa Carrara

(10 giugno 2020)